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interessante articolo sull' endoterapia

La salute delle piante-curateli
dall'interno
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| La
Sostanza Organica nel terreno (prima parte) |
Per
concimare e nutrire le piante nel migliore dei modi è indispensabile
conoscere la sostanza organica e comprendere la sua funzione nel
terreno.
La fertilità del suolo viene influenzata da numerosi fattori, tra cui
il tipo di terreno, la disponibilità di elementi nutritivi, la porosità
del suolo, la sua capacità idrica e così via. La sostanza organica però
è uno dei fattori fondamentali. In questa prima parte illustreremo in
modo semplificato il ciclo di formazione della sostanza organica nel
terreno e la sua composizione. Nella seconda parte, che troverete nella
successiva news-letter, tratteremo l’importanza che essa riveste nella
fertilità del terreno e nella nutrizione delle piante.
| Il
ciclo di trasformazione |
La sostanza organica si origina in
natura per accumulo di residui vegetali e, in misura minore, animali. Le
piante apportano al terreno sostanza organica con la caduta delle foglie
e con i rilasci di composti organici dalle radici oltre che con le
radici morte che restano nel terreno. Una volta giunta al terreno,
questa sostanza organica viene trasformata ad opera di numerosi
microrganismi (batteri e funghi) e di animali terricoli (lombrichi).
Questa trasformazione avviene in due fasi: la prima, detta
biodegradazione della sostanza organica, serve a demolire i composti
organici presenti nelle foglie e nei vari residui; la seconda,
umificazione della sostanza organica, serve a trasformare i composti
della biodegradazione in sostanze umiche. Il ciclo si chiude con la
distruzione della sostanza organica e la conseguente produzione di
anidride carbonica che, emessa nell’atmosfera, viene ritrasformata in
sostanza organica ad opera della fotosintesi delle piante.
Nella sostanza
organica del terreno si distinguono in genere due componenti principali:
le sostanze organiche non umificate e le sostanze umiche. Queste ultime
vengono a loro volta distinte in acidi umici e acidi fulvici e
costituiscono la frazione di sostanza organica più importante per la
fertilità del terreno.
Le sostanze umiche rappresentano il prodotto finale di una complessa
trasformazione microbiologica che ha come scopi principali l’utilizzo
della sostanza organica fresca per scopi nutrizionali e la degradazione
di composti organici tossici per eliminarli dall’ambiente.
| L’apporto
di sostanza organica |
In natura l’apporto di sostanze umiche nel terreno è praticamente
costante grazie al continuo apporto di sostanza organica fresca; negli
ambienti modificati dall’uomo (campi, giardini ecc.) la sostanza
organica deve essere apportata artificialmente perchè le normali
operazioni (sfalci dell’erba, raccolta delle foglie secche, raccolta
di frutta o di tutta la pianta, ecc) non ne permettono la regolare
presenza. Per integrare la perdita è quindi necessario effettuare
periodiche distribuzioni di sostanza organica, la quale potrà essere
fresca (erba o foglie triturate) o matura (letame maturo, compost
stabilizzato)
Nel caso di sostanza organica fresca gli apporti devono essere contenuti
e ripetuti durante l’anno per dare il tempo ai microrganismi di
operarne la trasformazione. Un apporto eccessivo determinerebbe un
“ingolfamento” del terreno e l’innesco di fermentazioni con la
conseguente formazione di molecole tossiche per le piante.
Se si impiega sostanza matura, e se la maturazione è stata effettuata
in modo completo (almeno 8 mesi per il letame, un anno per il compost),
l’apporto potrà avvenire in un'unica soluzione una volta all’anno,
distribuendone una quantità anche molto consistente, senza correre il
rischio di “ingolfare” il terreno , in quanto i materiali organici
hanno già subito parte di quelle trasformazioni che portano alla
formazione delle sostane umiche.
Anche i materiali organici maturati, una volta apportati al terreno,
dovranno subire ulteriori trasformazioni ad opera degli organismi del
suolo. Per questo è consigliabile somministrarli in autunno, periodo in
cui le piante entrano in riposo mentre i microrganismi proseguono la
loro attività. Nella primavera successiva si avrà un terreno fertile
ideale per favorire la ripresa vegetativa delle piante.
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