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interessante articolo sull' endoterapia

La salute delle piante-curateli
dall'interno
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| La
Sostanza Organica nel terreno (seconda parte) |
Le sostanze umiche sono una componente indispensabile del terreno. E’
vero che ci sono piante che possono svilupparsi e riprodursi in totale
assenza di sostanza organica (p.es. colture idroponiche), ma in questi
casi deve essere loro garantita, in forma assimilabile, la presenza
degli elementi nutritivi essenziali (azoto, fosforo, potassio, ferro
ecc.). Grazie alla presenza delle sostanze umiche contenute nella
sostanza organica matura, il terreno garantisce la disponibilità
costante di tutti gli elementi nutritivi.
| Sostanza
organica e disponibilità nutritiva |
Molto spesso il pH dei terreni è
tendenzialmente neutro o alcalino. In tali condizioni molti elementi
nutritivi tendono a diventare insolubili in pochissimo tempo (vedi
tabella) e quindi a non essere più assimilabili dalle colture. Al
contrario, in presenza di sostanza organica la disponibilità di
elementi nutritivi aumenta e, fatto ancora più importante, viene
mantenuta tendenzialmente costante nel tempo. Così, per esempio, il
ferro è comunque presente nel terreno alla concentrazione del 2%. Nei
suoli alcalini e privi di sostanza organica il ferro disponibile si
riduce ad un decimillesimo o ventimillesimo del ferro totale presente!
Il meccanismo con cui la sostanza organica è in grado di trattenere gli
elementi nutritivi è concettulamente semplice ma biochimicamenete molto
complesso.
Le sostanze umiche sono costituite da molti composti chimici che
unendosi fra loro danno luogo ad agglomerati caratterizzati dalla
presenza di numerose cariche negative. Queste cariche tendono a
“calamitare” altre cariche di segno contrario, cioè positive (+),
presenti in molti macro e microelementi nutritivi (ammonio NH 4+,
potassio K+, Ferro Fe++, Calcio Ca++, Magnesio Mg++, Zinco Zn++, rame
Cu++, ecc). L’unione che ne consegue consente a questi elementi
nutritivi di rimanere a disposizione delle colture, evitando una perdita
per lisciviazione ad opera dell’acqua o per la trasformazione di
composti poco solubili a causa di non adeguate condizioni di pH.
Un altro elemento che si avvantaggia moltissimo della presenza di
sostanza organica nel terreno è il fosforo, presente principalmente
sotto forma di fosfato (PO4---). A questo punto il lettore si sarà
accorto che il fosfato, avendo tre cariche negative, non si dovrebbe
legare direttamente alle cariche negative dei complessi umici, anzi, al
contrario, dovrebbe esserne respinto. Tuttavia il fosforo, elemento
importantissimo per le colture, ha la capacità di legarsi non
direttamente ai composti umici ma, indirettamente, attraverso le cariche
positive degli altri elementi citati in precedenza (generalmente il
Ferro). Gli elementi con carica positiva, che per loro natura hanno una
forte affinità con i complessi umici, funzionano quindi da ponte
generando un complesso unico che garantisce la disponibilità alle
colture anche dell’anione fosfato. Questo concetto è molto importante
e va tenuto presente quando si somministrano dei concimi a base di
fosfato in un terreno povero di sostanza organica. Molto probabilmente
infatti si provocherebbe la formazione di cristalli insolubili e quindi
inefficaci al fine della nutrizione. Una concimazione organica
preventiva eviterebbe invece l’inconveniente, ottimizzando
l’efficacia del concime fosfatico.
| Sostanza
organica e struttura del terreno |
Un terreno
privo di sostanza organica è costituito da tante particelle (sabbia,
limo e argilla) anche finissime, che in molti casi possono unirsi
fortemente fra loro fino a formare strutture particolarmente compatte (p.es.croste)
che impediscono il libero movimento di aria e di acqua nel suolo
limitando lo scambio di elementi nutritivi. L’apporto di sostanza
organica al terreno, soprattutto se ricca di acidi fulvici, svolge un
altro compito importantissimo: ne migliora la struttura conferendole la
giusta porosità, impedendone il compattamento e consentendo così
l’ottimale circolazione di acqua, aria ed elementi nutritivi. Queste
caratteristiche, oltre ad essere ideali per la crescita delle piante,
conferiscono anche al terreno una maggiore capacità idrica e di
drenaggio. In altre parole la sostanza organica permette di mantenere
equilibrato il rapporto acqua/aria, conservando il suolo più umido nei
momenti siccitosi e riducendo la possibilità di ristagni idrici in
condizioni molto piovose.
Il pH influenza la solubilità degli elementi nutritivi e quindi
controlla in modo indiretto la loro disponibilità per le piante.
| FOSOFORO |
è
insolubile a pH superiori a 7,5 e inferiori a 5 a causa della
formazione rispettivamente di fosfato tricalcico e fosfato di
alluminio. |
| FERRO, MANGANESE E
ZINCO |
si
insolubilizzano a pH superiori a 6,2-6,5. Quando il grado di
alcalinità è elevato, la clorosi ferrica è una delle malattie
più frequenti (ingiallimento fogliare) a causa di un mancato
assorbimento del ferro. A pH fortemente acidi il MANGANESE può
anche raggiungere concentrazioni fitotossiche. |
| RAME |
è insolubile a pH superiori a
7,5. |
| BORO |
la
solubilità del BORO è massima nell’intervallo 5-7 e a pH
superiori a 8,5 |
| MOLIBDENO |
è
l’unico microelemento che aumenta la sua disponibilità
all’aumentare del pH; nei terreni molto alcalini può
raggiungere concentrazioni fitotossiche. |
| POTASSIO |
la
disponibilità del POTASSIO è invece poco influenzata dal pH
del terreno. |
| ALLUMINIO |
l’elevata
acidità aumenta la solubilità dell’ALLUMINIO e accelera lo
sgretolamento delle argille, influenzando la struttura stessa
dei terreni. |
| PH
FRA 6 E 8 |
è il
più favorevole alla vita dei LOMBRICHI e dei MICRORGANISMI
preposti alla decomposizione della sostanza organica e alla
trasformazione dell’azoto e dello zolfo |
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