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interessante articolo sull' endoterapia

La salute delle piante-curateli
dall'interno
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| L'Importanza
di corrette potature |
Tra i danni cui sono spesso soggetti gli alberi ci sono innanzitutto le
maldestre potature, oltre ai danni da calpestio e conseguente
costipamento del terreno, agli urti e ferite causati dalle auto che
parcheggiano o delle macchine per lo sfalcio del prato, alle strozzature
provocate da cavi o tiranti e all'improprio uso dell'albero quale
supporto o struttura portante.
Le potature irrazionali, approssimate e spesso vandalistiche
indeboliscono la pianta, accentuandone la suscettibilità alle malattie
e compromettendone l'armonia. Frequentemente lungo le strade come nei
giardini privati, si vedono alberi ridotti a pali della luce o, nel
migliore dei casi, ad attaccapanni. Si tratta per lo più di
capitozzature, cioè tagli orizzontali che asportano una porzione di
chioma così vasta da sconvolgere l'assetto generale dell'albero,
provocando tra l'altro un deficit nutritivo in quanto viene a mancare la
superficie fotosintetizzante. L'albero inoltre reagisce emettendo in
prossimità della zona di taglio un elevato numero di getti che,
inseriti nel tronco superficialmente e senza una logica strutturale,
daranno vita a rami per lo più male inseriti e tali da non dare
affidabilità statica.
Le potature vanno eseguite solo se necessario e soprattutto con metodo!
| I
Consigli per una Corretta Potatura |
In generale
è buona norma non tagliare i rami di diametro superiore ai 6-8 cm al
fine di ridurre i possibili danni alla pianta derivante dalla ferita. Il
taglio deve essere netto, non slabbrato o a scale. In caso di rami
lunghi o pesanti, al fine di evitare strappi nella corteccia, è bene
effettuare un pre-taglio nella parte basale del ramo e poi tagliare
anteriormente, partendo dall'alto, il suddetto ramo. Nel caso di
soppressione di un intero ramo, esso non va tagliato a filo tronco, com'è
pratica diffusa, bensì occorre lasciare il cercine (il cosiddetto
collare) alla base del ramo che è la parte di inserzione del ramo
stesso sul tronco. Tale cercine rimane presente in caso di disseccamento
naturale del ramo. La sua presenza aumenta le capacità difensive della
pianta da eventuali penetrazioni di patogeni dalla superficie di taglio.
Inoltre è stato provato che il numero e l'intensità dei ricacci
indesiderati è di gran lunga minore laddove venga rispettato il
collare.
Nel caso di
raccorciamento di un ramo o branca, la potatura dovrà seguire il
principio del cosiddetto taglio di ritorno che consiste nel raccorciare
un ramo lasciando, al di sotto del taglio, un ramo laterale che
sostituisca nellle funzioni la cima asportata. La cima di un ramo
esercita infatti funzioni di controllo sulle gemme sottostanti e la sua
asportazione provoca la soppressione dei fattori di controllo dello
sviluppo vegetativo; col taglio di ritorno si rimpiazza la cima
asportata con una "cima di sostituzione" che ne riprende le
funzioni di controllo e di regolazione dell'accrescimento delle gemme
sottostanti. Il raccorciamento con taglio di ritorno agisce sul
contenimento della chioma ed è basilare per la potatura libera che
intenda mantenere inalterata la forma della pianta tenendone contenute
le dimensioni (per vincoli di confine, per problemi di stroncamento da
neve, per ridurre l’effetto "vela" della chioma causato da
venti dominanti, ecc...).
Le potature per
piante a foglia caduca si distinguono in potatura verde e potatura
secca. La prima, detta anche potatura invernale, viene eseguita quando
la pianta è in riposo, mentre la seconda viene fatta nel periodo
primaverile-estivo quando la pianta è in attività vegetativa. Per le
sempreverdi si consiglia generalmente di potare dopo le gelate
primaverili, per evitare di perdere i nuovi germogli a causa degli
abbassamenti repentini della temperatura. Per le drupacee, e quindi per
i vari Prunus ornamentali, la potatura invernale si accompagna ad
emissioni di gomma, sopratutto in zone a clima freddo e umido. In questo
caso è consigliata la potatura verde, eseguita dopo la fioritura.
Per concludere riportiamo le otto buone ragioni per non capitozzare un
albero, tratte da Arborist's certification Study Guide - International
society of Arboriculture, USA, 1991.
1) Provoca deficit di sostanza nutritive, in quanto asporta la chioma
fotosintetizzante
2) Provoca shock da scottaure solari sulla corteccia che si vede
improvvisamente privata della chioma "parasole"
3) Provoca maggiore suscettibilità a malattie fungine agenti di carie
del legno e agli insetti
4) Provoca indebolimento dei rami che, inseriti nel tronco
superficialmente e senza una logica strutturale, daranno vita a rami per
lo più male inseriti e tali da non dare affidabilità statica
5) Provoca una ricrescita accellerata e disordinata della chioma
6) Può provocare la morte di alcuni alberi
7) Provoca un risultato estetico sgradevole
8) Una capitozzatura può apparire economica a breve termine, ma i costi
a lungo termine tendono a moltiplicarsi, infatti il vero costo di una
capitozzatura include il deprezzamento dell'area e dell'albero, il costo
di sostituzione in caso di morte, il rischio di instabilità, la
maggiore suscettibilità alle malattie e quindi i maggiori costi per la
difesa fitosanitaria e i maggiori costi per la manutenzione che dovrà
essere più frequente.
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